Notizie dall'Opam

Cari amici dell'Opam

come sapete dall’ 11 marzo stiamo lavorando da casa. E’ un momento difficilissimo per noi che oltre a vivere immersi nel dolore che sta attraversando il nostro Paese, continuiamo ad accogliere il grido di paura e di smarrimento che ci arriva da ogni parte del mondo. Siamo impegnati a contattare i nostri amici e sostenitori per avere notizie sulle loro condizioni di salute. Cerchiamo di raggiungere telefonicamente quelli più anziani che vivono da soli per offrir loro vicinanza e ascolto, manteniamo costantemente i contatti con i nostri amici che vivono nel Sud del Mondo che sin dall’inizio non ci hanno abbandonato un solo istante assicurandoci la loro vicinanza e la loro preghiera. E ora il Covid-19 si sta rapidamente diffondendo anche nelle zone più povere e vulnerabili del pianeta.

Contrastare la diffusione della pandemia in contesti di povertà è una sfida che rischia di essere persa in partenza se non uniamo tutte le nostre forze. Manca tutto: acqua, elettricità, ospedali, medicine, e l’esigenza di distanziamento sociale si scontra con un’economia di sussistenza che pone l’alternativa di morire di fame o di coronavirus.

Le scuole stanno chiudendo ovunque ma ora più che mai siamo chiamati a non dimenticarci di loro consapevoli che o da questa tragedia ne usciamo tutti insieme o non ne uscirà nessuno.

Condividiamo con voi le lettere dei nostri amici del sud del Mondo e vi chiediamo di non farci mancare vostre notizie: l’OPAM è prima di tutto una grande famiglia ed è in famiglia che siamo chiamati a vivere questi tempi difficili.

Un caro abbraccio a tutti

Don Robert e tutto lo staff OPAM